Chiude la libreria…

… dopo tanti anni mio padre e mia madre hanno giustamente deciso che è arrivato il momento per loro di riposarsi, di godersi la vita e di ritrovare un po’ di tempo tutto per loro dopo tutto quello che hanno donato a me e agli altri.

E’ un momento triste, perché 27 anni di onorata attività non sono affatto pochi; ma la tristezza maggiore deriva dal fatto che i miei genitori credevano realmente di poter essere utili alla società tenendo aperta una libreria in un paese-dormitorio alla periferia di Roma e con questa passione hanno tirato avanti per quasi un trentennio. Non certo per arricchirsi; il mercato del libro è un genere povero, il prezzo è imposto dall’Editore e i supermercati talvolta vendono al pubblico a meno di quanto li può acquistare un libraio normale dal suo rivenditore. L’hanno fatto per passione. E purtroppo non hanno trovato nessuno che ne avesse di simile per continuare la loro attività. E’ la passione che non si trova più… Non la si può comprare in un negozio oppure on-line… Non è qualcosa che puoi ottenere dall’oggi al domani. E’ piuttosto una costante e continua crescita di un tuo sogno, di un qualcosa che ti appaga e ti rende leggera anche la fatica più pesante. Ma questo è un discorso diverso e magari ci torneremo più in là. Guardiamo semplicemente in faccia la realtà: si legge sempre meno. E sempre meno i libri di carta, grazie ai nuovi strumenti tecnologici. La colpa, a mio avviso, è da suddividere tra:

  • la scuola e  le famiglia che non considerano più i libri e la lettura come uno strumento di crescita e di sviluppo
  • gli editori, che si sono piegati alle logiche del soldo e talvolta pubblicano spazzatura pur di aumentare gli introiti

 

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