La conoscenza real-time

Stamattina ho letto un interessantissimo post (cfr. Tit for Tat) che, come al solito, mi ha fatto scattare una serie di riflessioni. Una di queste è la seguente: la conoscenza sta cambiando, forse si sta sbilanciando, tralasciando sempre più la memoria “storica” e favorendo sempre più la memoria “volatile”. Tento di spiegarmi meglio: il tempo (eh si, oramai lo sapete, è il mio cruccio principale!) è limitato e in questo tempo io vorrei:

  • Lavorare (bene e il giusto)
  • Dedicare il tempo alla mia famiglia
  • Leggere, imparare ed approfondire
  • Seguire i miei hobby

e invece, purtroppo, mi ritrovo a:

  • Lavorare (male e troppo perché il tempo non è mai sufficiente)
  • Viaggiare nel traffico (tempo sprecato?)
  • Rubare tempo al riposo per mantenere un minimo di aggiornamento (quanto ancora reggerà il mio fisico?)
  • Limitare il tempo per la mia famiglia perché spesso non coincidono le fasce orarie (esco presto e torno tardi …)

Nella mia personale esperienza, mi sto avvicinando agli strumenti “social” più che altro perchè mi forniscono un metodo di reperimento di notizie ed informazioni più efficace rispetto a quelli che finora sono stato in grado di sperimentare. In meno tempo (e con meno fatica!) io ricevo una serie (numerosa) di notizie che, come minimo, mi dicono che quella informazione esiste da qualche parte in rete. Non è detto che io la posso leggere ed apprendere subito, ma almeno so di avere avuto una segnalazione e se e quando avrò tempo posso recuperare il puntamento e farla mia. Non ho più molto tempo per aumentare e consolidare la mia memoria “storica”, ma ho sicuramente più “puntatori” ad informazioni che mi possono essere utili nel presente.

In effetti questa modalità impone un diverso approccio e, probabilmente, fornisce una conoscenza più superficiale, meno profonda ma con più possibilità di aggancio esterno. E’ indubbiamente vero che con i nuovi strumenti si moltiplicano le possibilità di stabilire tante nuove relazioni sociali, ma la mia personale impressione è che queste relazioni possano essere  effimere, superficiali, basate più su un feeling “di pancia” piuttosto che su un ragionamento comprovato e un’ampia condivisione di pensieri ed intenti. Nonostante questo però sono comunque utili allo scopo di conoscere e confrontarsi.

La nuova modalità di “informazione”  contribuisce alla competenza “obliqua” perchè fornisce agganci e nuove vie che inclinano la nostra esperienza da verticale o da orizzontale che sia verso nuovi piani.

PS: Eppoi, in ultima analisi, abbiamo sempre noi il controllo sul pulsante ON/OFF. Vero???!!??

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Filed under Lavoro, Pensieri liberi

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