Perchè uso Linux (al lavoro)

Mi hanno posto ieri la domanda, diciamo in maniera quasi formale. E quindi merita un approfondimento piuttosto che la semplice e consueta risposta: “Perchè per me è meglio!”.

Partiamo dall’accensione. Il mio Thinkpad si accende in circa 1 minuto e sono subito con le mani sulla tastiera. Spesso vedo i miei colleghi che utilizzano altre piattaforme girarsi i pollici e seguire con lo sguardo le mosche per svariati minuti prima di poter soltanto pensare di iniziare ad usare il nostro strumento principale di lavoro.

C’è poi l’interfaccia grafica di Linux. Da pochi giorni sto usando, con soddisfazione, Gnome-shell. Ma prima ho usato Unity e prima ancora Gnome Classic e KDE. Le ho potute usare tutte indistintamente senza dover fare chissà cosa, bastava sceglierla al momento del login. E siccome penso che se sei comodo lavori meglio, la possibilità di scegliere quella a me più vicina è indubbiamente un bel vantaggio.

Cosa dire del software? Quando mi occorre qualcosa, lo cerco nel Software Center e poi mi basta fare click sul bottone “installa”: il programma e tutte le sue dipendenze sono installati immediatamente senza la violazione di nessuna legge.

Arriviamo infine al discorso sicurezza: si potrebbe scrivere un trattato, a me basta solo ricordare 2 aspetti basilari ma fondamentali: 1) Poichè si lavora con un utente non privilegiato, è molto difficile che un virus (o qualcosa che gli assomigli) riesca a fare danni irrecuperabili 2) anche su Linux si deve cifrare il disco, la differenza è che se mi trovo nella necessità di intervenire dall’esterno (e conosco ovviamente la password di cifratura) posso farlo agevolmente, mentre su Windows sono perlomeno obbligato a rimuovere la cifratura del disco prima di poter accedere ai miei dati. Dopo tanti e tanti anni di utilizzo, il mio Linux non si è MAI stato infettato, si può affermare altrettanto con l’altra piattaforma?

Last but not least…. i costi…Utilizzando Linux contribuisco alla riduzione dei costi aziendali. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro 🙂

E’ quindi tutto rose e fiori? No, ovviamente. Ci sono anche in questa scelta dei lati meno piacevoli o del tutto negativi:

  1. Alcuni software e alcuni strumenti WEB girano solo su Windows (quindi è necessario dotarsi almeno di una VM con Windows)
  2. Poichè Linux non ti toglie il controllo del tuo computer ma al contrario te lo rilascia, è necessario un livello di consapevolezza maggiore dell’utente
  3. La troppa libertà di scelta è talvolta paradossalmente limitante

Per quanto mi riguarda, io continuo a preferire Linux anche e soprattutto per i principi di collaborazione e comunità su cui si basa.

2 Comments

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2 Responses to Perchè uso Linux (al lavoro)

  1. kilo965

    Ovviamente concordo, anche perchè l’autore del post è colui che mi ha fatto conoscere/usare ed apprezzare Linux ormai quasi 10 anni fa, quando ancora non era cosi “user friendly” 😉

    Io pero’ non limiterei il perimetro “al lavoro” per almeno due motivi; il primo è che anche nell’uso privato (ed anche ludico) si apprezza la velocità, la semplicità (oggi) e l’estrema flessibilità. La seconda ragione è che si sposa una fiosofia “diversa”: open, collaborativa e stimolante per chi vuole esser parte attiva della comunità informatica.
    Per onestà occorre dire che in pochissimi ambiti Linux non ha la piena compatibiltà ed interazione con le piattaforme nate e cresciute con Gates & Co (Office sopra a tutte) ma è una situazione temporanea cui si rimedierà fisiologicamente con la diffusione della piattaforma del pinguino da un lato, ed il lavoro della comunità di sviluppo dall’altra. Nel frattempo, basta qualche GB di memoria in più e la VM con il Windows di turno è più che sufficiente a sopperire le piccole aree grigie ;-))

    • Grazie per l’assist, mi dai modo di sviluppare in un prossimo post l’argomento “Open Data”. Il post l’ho sviluppato con la specifica prospettiva lavorativa perché, oltre a te, ho contagiato anche altri e tutti, con differenti sfumature, ne sono attualmente entusiasti. E questa significativa diffusione sta iniziando ad “incuriosire” anche il management che, come ben sai, ha bisogno di “punti di forza” per poter sviluppare un qualsiasi ragionamento.

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