Un errore di prospettiva

Sono giorni che osservo… cerco di rimanere distaccato e di non pronunciarmi… e mi sforzo di gaurdare quello che succede e di ascoltare quante più voci possibili.

C’è però una cosa che mi ha molto colpito e che ritrovo spesso nei ragionamenti, negli slogan, nelle prese di posizione di molti: la prospettiva con cui tutti guardiamo i sacrifici che ci stanno chiedendo. La maggioranza di quelli che ho sentito è fermamente convinta che non ci siano alternative, che il governo Monti ha fatto quello che avrebbro dovuto fare i governi precedenti e che non c’erano alternative per non finire tutti nella catastrofe che rappresenterebbe per tutti un fallimento dello Stato. (Ed io a questo punto mi domando: ma come mai siamo arrivati a questa situazione? Possibile che in Italia dobbiamo sempre recuperare l’emergenza e non ragioniamo poi su come ci siamo arrivati e su come evitarla?? Ma è un altro discorso e magari ne parliamo un’altra volta). Ma subito dopo l’affermazione dell’evidente, iniziano tutti a fare i primi distinguo e a prendere le distanze: si, facciamo i sacrifici, però che a pagare siano gli altri.

Ecco, è questo l’errore di prospettiva che mi colpisce:  “va bene tutto, purché non debba essere io a pagare”. E se ci pensiamo bene, non è un atteggiamento di questi momenti, ma è un’abitudine che viene da lontano e che, probabilmente, è una delle cause principali della disastrosa situazione che ci ritroviamo. E’ la prospettiva  della nostra classe politica professionista, che assiste e supporta il governo nel chiedere ai cittadini di mettere la mano in tasca e loro invece le mani le tengono ben strette a protezione del loro portafoglio. E’ la prospettiva delle varie “caste” che vediamo impegnate a difendere i propri privilegi. E’ la prospettiva degli imprenditori che nei mesi scorsi hanno tentato di introdurre leggi che spostassero il rischio di impresa dalle loro tasche direttamente sulla testa dei loro dipendenti licenziabili più facilmente.

Personalmente, come lavoratore dipendente, mi sento particolarmente colpito sia per l’aumento delle tasse (e chi non lo è??) ma, soprattutto, perché tutti i timidi tentativi che sono stati approcciati per ridurre l’evasione, tassare le rendite finanziare, ristabilire un equilibrio contributivo mi sembrano abortiti prima del nascere e non sono affatto sicuro che saranno comunque riproposti nei prossimi mesi. O il mio è un errore di prospettiva?

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