Gnome-shell: prime impressioni

Un paio di premesse prima di cominciare:

  1. se hai gli strumenti giusti, il lavoro viene meglio
  2. se lavori comodo, lavori meglio

Stabiliti questi principi fondanti del mio approccio alla comodità, vi vorrei parlare della mia prima esperienza con gnome-shell (aka Gnome 3).

Ho da poco effettuato l’upgrade alla versione 11.10 di Ubuntu, non appena è stata disponibile la personalizzazione aziendale. E ovviamente è partito con Unity (il default pre-impostato). Mi sono detto: devo sforzarmi ad essere obiettivo e provare ad utilizzare questa nuova interfaccia grafica perchè non posso sempre restare ancorato ai miei inizi quando lanciavo a mano “startx” e appariva un fantastico reticolato grigio-bianco , un terminale aperto e null’altro.

Per qualche giorno sono sopravvissuto, cercando di personalizzare il personalizzabile e abituandomi ai nuovi movimenti richiesti da Unity. Poi il mio esimio collega Giorgio mi ha detto: “io uso gnome 3 e mi trovo abbastanza bene”. Siccome lui è un punto di riferimento per me, non ho esitato oltre e al successivo login ho scelto “Gnome 3” dalla lista delle interfacce disponibili.

Un bel desktop vuoto mi si è presentato davanti. Una barra superiore con data e ora al centro, un simbolo all’estrema sinistra, alcune icone familiari sulla destra (suono, batteria, network manager, user related).

Spostando il cursore nell’angolo in basso a destra appare la barra di stato, trasparente, con le consuete icone delle applicazioni avviate. Bene. Mi sono orientato. E ora… dove sono i menu???

Prima grande differenza rispetto al Gnome classico con cui avevo passato gli ultimi anni: non ci sono più i menu, se devo trovare una qualsiasi applicazione devo spostare il cursore del mouse nell’angolo in alto a sinistra (oppure, per i pigri come me attaccati alla tastiera, premere il tasto “Super” (bandierina) ed iniziare a digitare. Se le voglio vedere proprio tutte (le applicazioni installate) non devo far altro che fare click sul bottone “Applicazioni”.

Mi sono accorto di non poter personalizzare quasi nulla: è stato necessario installare il pacchetto “gnome-tweak-tool” (sudo apt-get install gnome-tweak-tool) per poter accedere ad un pannello di configurazione dell’ambiente (una volta installato si chiama “Advanced Settings”).

Sempre spostando il cursore nell’angolo in alto a sinistra (oppure sempre premendo il tasto “Super”) posso accedere sulla destra ai vari desktop: qui c’è un’altra novità, i desktop di default sono 2 e se ne aggiungono automaticamente man mano che li utilizzo. Lo scorrimento tra i vari desktop è sempre con il classico CTRL + ALT + freccia (alto o basso). Abbastanza comodo anche questo anche se ero abituato al cubo e quindi mi spostavo in orizzontale piuttosto che in verticale.

Ho poi installato un tema che mi permette di eliminare i tasti “minimizza” e “massimizza” dalle finestre: il “minimizza” l’ho configurato con il middle-click sulla barra del titolo, il “massimizza” con il doppio click sempre sulla barra del titolo… ed anche con il trascinamento verso l’alto della finestra (sempre trascinandola dalla barra del titolo” ottengo lo stesso risultato, ossia quello di massimizzare la finestra.

Il risultato: alla fine mi sto abituando, l’interfaccia è velocissima e fluida sul mio portatile, e sta persino diventando comoda. Posso affermare che mi piace e che non penso di tornare indietro.

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