E’ la strada giusta?

Premessa: ho solo domande e nessuna risposta.

E’ un po’ di tempo che ci penso…. ultimamente sono rimasto molto colpito dalla numerosità di richieste di donazioni. E’ vero, sotto Natale magari aumentano sfruttando il clima di buonismo che sempre aiuta, ma fermiamoci un attimo a pensare. Quante volte vi capita durante la giornata, ascoltando la radio, leggendo i giornali, guardando la TV la sera, di imbattervi in queste richieste di aiuto, magari che vi chiedono il semplice invio di un SMS?

E’ il momento giusto per la prima domanda: quale è la destinazione più importante? Se decidessi di essere solidale, di contribuire con un’offerta, a chi la dovrei devolvere? E’ quindi necessario stabilire un criterio di elegibilità e di importanza. Ma subito dopo viene la seconda domanda: si, ma quante sono? Non sono certo un milionario, non posso donare 2 euro a tutti, quindi devo stabilire una quota che intendo donare e dividerla per gli importi delle donazioni (mentre scrivo mi sto rendendo conto dell’assoluto cinismo di questo ragionamento… sorry non voglio offendere nessuno, cerco solo di capire…) Ed infine, un’altra domanda: ma dove vanno a finire i miei soldi? Sono sicuro (e non voglio pensare male!) della macro-destinazione, ma poi perdo il filo della tracciatura e non so se ho aiutato un poveretto in una zona di guerra o uno sfollato in una zona alluvionata dell’Italia (e anche qui, ulteriore domanda: prima noi e poi gli altri?). E anche qualora io sia sicuro di chi vado ad aiutare (alcuni siti di microfinanziamento permettono un contatto 1 a 1),(ennesima domanda) non potrebbe subentrare una distorsione cognitiva ? Ossia i miei pregiudizi potrebbero deviare la mia scelta se i “bisognosi” mi vengono presentati in un certo modo, se penso magari che è meglio preferire una vedova con bambini piuttosto che un giovane non sposato che però con il mio contributo può terminare gli studi e diventare un dottore a servizio di tutta la comunità, oppure se penso che magari un venditore di carbone è da penalizzare perchè non ecologico e magari il suo vicino agricoltore è da premiare in base allo stesso principio, ma guardando la realtà locale di quella zona il venditore di carbone potrebbe dare un maggiore e migliore impulso a tutta l’economia locale… ecco.. sono solo esempi ma io non trovo una risposta facile.

Ed infine, la domanda delle domande, che le spazza tutte via: ma perché c’è così tanta richiesta di aiuto? Non c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella nostra società? Perché dobbiamo essere noi a finanziare la ricerca quando mi aspetto che sia una finalità comune e condivisa e pertanto sovvenzionata dallo Stato? Perché ci sono pochi che sono ricchissimi in maniera incalcolabile e io devo donare 2 euro per far mangiare un bambino in Africa e sperare che ci sia qualcuno che domani faccia altrettanto altrimenti il poverino muore? Perché devo accollarmi una responsabilità per quanto è drammaticamente avvenuto recentemente (ma che, purtroppo, oramai si ripete con cadenza periodica) con le inondazioni in Liguria e invece non si fa nulla per fare una corretta manutenzione e gestione del territorio che, per lo meno, limiterebbe al massimo la portata dei danni di eventi eccezionali? Perché mi devo ogni volta sentire una leva che mi trafigge il cuore (perchè si, cinicamente, si fa molto affidamento al pathos per queste richieste) subendo queste suppliche di aiuto per terza persona (è molto onorevole che i personaggi famosi si diano da fare… ma non è che lo fanno anche per loro tornaconto???)  piuttosto che vedere una società civile che dibatte e si opera per risolvere queste esigenze di aiuto? Perché permettiamo agli evasori di condonare la propria pena e non li obblighiamo a devolvere una bella cifretta per le opere di bene?

PS: Tutta questa elucubrazione è nata pensando a quanto dovrò pagare in più in tasse per contribuire a risollevare le sorti del mio paese…. e di conseguenza quanta meno beneficenza sarò in grado di fare.

 

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