Un giorno da persona normale

Oggi per me è stato un giorno da persona normale. Non mi sono dovuto svegliare alle 4.50, ma ho potuto dormire fino alle 7.15. Non sono uscito di casa alle 6.10, ma alle 8.40. Non sono arrivato in ufficio alle 7.00, ma alle 9.15. Se lo facessi fra una settimana, arriverei non prima delle 10.30  Poi ho dovuto svolgere alcune pratiche burocratiche relative all’atto vandalico di cui è stata vittima la mia macchina la settimana scorsa. Sono uscito dal lavoro per andare alle Poste per fare una raccomandata. Sono rientrato. Tempo netto impiegato: 20 minuti, dovuti al parcheggio non proprio nelle vicinanze dell’ufficio postale e alla fila di 2 persone prima di me allo sportello. Stasera sono uscito dall’ufficio alle 18.15. Non sono arrivato a casa alle 20.00, bensì alle 19.00. Ho potuto passare 1 ora con la mia famiglia prima di cena e stasera, dopo cena, non sarò distrutto e potrò decidere se leggere, guardare un film o copiare la vecchia agenda e mettere in fuzione la nuova (rigorosamente cartacea).

Ebbene, il 2 gennaio per me è un giorno speciale, perché lo vivo da persona normale. Purtroppo nella stragrande maggioranza degli altri giorni dell’anno per me questo è un miraggio. Forse è per questo che il tema del tempo mi sta tanto a cuore.

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