IBM Starter Kit for Cloud – (di Andreas Groth)

Il collega Andreas Groth ha pubblicato un interessante articolo sull’IBM Starter Kit for Cloud e mi ha permesso di tradurlo in italiano e ripubblicarlo sul mio blog.

 

Esiste un mercato per i software cloud di tipo entry-level?

di Andreas Groth – 20 dicembre 2011

Perché qualcuno dovrebbe volere una soluzione cloud entry-level?

Lasciatemi tornare indietro … tanti tanti anni fa mi è stato inviato un codice di prova per un’interfaccia web molto semplice che consentiva il self-service per le richieste di macchine virtuali, sviluppato da un  dipendente VMware nel suo tempo libero – ora, guardando indietro, questa è stata la prima volta che ho effettivamente “fatto un cloud”. E mi è piaciuto perché era esattamente quello che volevo in quel momento – un modo semplice per attivare, controllare e ottimizzare le richieste di risorse.

Grazie alle sfolgoranti iniziative di marketing, oggi sembra che abbiamo dimenticato l’obiettivo finale di questi sforzi iniziali e spesso si osserva che è il nostro fornitore a guidare i nostri requisiti (spesso solo percepiti) rispetto al cloud piuttosto che il contrario (come dovrebbe essere). Sembra come se, grazie ad un lavaggio del cervello, tutti ritengano di essere dei Service Provider di Cloud pubblico (ed in alcuni casi questo può essere vero per i dipartimenti IT che diventano una sorta di “service provider” per le altre divisioni dell’azienda, ma in genere con i requisiti di sicurezza totalmente diversa).

Quindi non è sorprendente che i problemi di sicurezza, la gestione della conformità e le sfide di integrazione dei processi aziendali spesso siano al primo posto nella lista degli inibitori rispetto all’adozione del modello “cloud”.

Tuttavia, parlando sulla scorta pratica dalla mia esperienza di molti progetti più piccoli per il cloud privato, lo sforzo d’implementazione in anticipo con i relativi costi, la complessità e la mancanza di competenze interne sono i primi (e tuttora spesso unici) ostacoli.

Uno studio realizzato nell’agosto del 2011 sottolinea questo modello.

Inibitori del Cloud

 

E sì, non è poi una sorpresa, la prima volta che abbiamo installato vCloud Director dello scorso anno ci abbiamo messo non meno di 4 giorni – un po’ lontano dall’esperienza  “fare clic su Avanti”, “Next”, Next, “Next” a cui siamo tutti abituati, ad esempio, con vCenter (e non fraintendetemi –  vCloud Director ha una grande interfaccia utente, e non voglio affatto dire che sia solo una questione di VMware).

Allora perché anche se si è produttori come VMware, che sono noti per le loro interfacce utente intuitive, si lotta per offrire una gestione semplice, anche nell’installazione, con una suite orientata al “cloud per utente finale”?
In un certo senso è la natura stessa della “bestia” … una soluzione di cloud management completa dello stack necessario per la multi-tenancy è molto più complessa in quanto comprende e incorpora non solo i livelli dell’infrastruttura server di classica, ma la rete estesa, la sicurezza e soprattutto l’interfacciamento ai sistemi di supporto aziendali. Se a questo aggiungiamo la combinazione del requisito intrinseco per l’orchestrazione a livello di sistema globale e della estensibilità attraverso le API complete per ogni ambiente di ciascun singolo cliente, risulterà chiaro che non è opportuno aspettarci nell’immediato futuro qualcosa di estremamente semplificato.

Gli sforzi come il VMware vCloud Director Appliance (per scopi di valutazione) mostrano che questo è un problema riconosciuto.

Così, mentre non c’è facile soluzione a breve termine, la domanda che ci si dovrebbe porre è se il TUO ambiente ha sempre davvero bisogno di tutte le caratteristiche (frizzi e lazzi) di “una vera e propria” (= completa) soluzione di gestione dello stack Cloud  … e in nessun modo sto sostenendo che la tua risposta sarà sempre “no” …
Così – come puoi facilmente intuire – non c’è nulla di nuovo qui … è necessario comprendere le specifiche esigenze funzionali ed operative dell’ambiente e tradurle in soluzioni personalizzate – è quello che noi architetti facciamo meglio, vero?

Beh, purtroppo la realtà odierna è che ci venga offerto un approccio “one-fit-all” dalla maggior parte dei produttori e la declinazione in “vostra” soluzione di cloud è in genere “prendere quello o niente”.

 

Cos’è Starter Kit per Cloud (SKC)?

Quando abbiamo mostrato il “IBM Entry SmartCloud forniti da IBM Starter Kit per il cloud” in occasione del VMworld 2011 sono rimasto seriamente sorpreso per quanto interesse si è generato, ma ripensandoci a posteriori mi sembra di avere chiaro il senso.

OK, cos’è la Starter Kit per IBM Cloud? Volendo semplificare, è un applicativo WEB, fruibile con il browser, che offre un strato di orchestrazione sul vostro ambiente di virtualizzazione già esistente ed installato per fornire funzionalità cloud-like. Prendete per esempio l’infrastruttura esistente vSphere, installate SKC e puntatelo al server vCenter. In questo modo SKC sarà in grado di gestire i workload e i template già presenti aggiungendo le funzionalità di portale self-service.

Cosa c’è di così buono? (Sono consapevole del fatto che io sono un dipendente IBM che parla di un prodotto IBM quindi per favore abbiate pazienza con me prima di gridare “fix”)

  1. E‘ dotato di un’interfaccia utente estremamente intuitiva Sì, già immagino alcuni di voi … “L’interfaccia utente intuitiva da IBM??”. Sono probabilmente il primo ad ammettere che le nostre interfacce utente possono a volte essere intimidatorie per l’utente inesperto, ma se prendiamo ad esempio familiarità con l’interfaccia di IBM Storwize http://youtu.be/aHC5X_-gzw0 allora ne potrete dedurre che grande attenzione viene rivolta internamente alla user experience e l’interfaccia utente di SKC riflette chiaramente questa attenzione.
  2. Si installa in pochi minuti … Ho messo insieme un breve video ” Il nostro Boss Angry vuole un cloud ” che ha catturato l’intero processo di installazione nel nostro ambiente di laboratorio. Vi dà anche una panoramica delle interfaccia e funzionalità complessiva. Se avete qualche minuto, date un’occhiata qui sopra. E sì – c’è un sottile umorismo, ma tenete a mente che io sono tedesco ;)
  3. Fornisce le funzionalità di base per cloud privati:  portale self-service per gli utenti basato su Web, disponibilità di risorse secondo il workload, richiesta e gestione approvazione con notifiche e-mail e la misurazione di base e di fatturazione per i workload.
  4. Multi-virtualizzazione:  supporto di più fornitori, ad oggi SKC aggiunge funzionalità “cloud” solo a VMware vSphere e ai sistemi Unix IBM System p (sono due diverse edizioni), ma considerando la politica di apertura pubblicamente dichiarata da IBM,  sembrerebbe logico aspettarsi che SKC sarà  esteso per supportare altri hypervisor x86 da un singola istanza del SKC in futuro (non sto facendo dichiarazioni previsionali ufficiali ma penso, ad esempio, a KVM come piattaforma di virtualizzazione aggiuntiva)
  5. Prezzi attraenti e facilmente estensibileSKC ha un prezzo per server (in modo indipendente dal numero di macchine virtuali!) E può essere acquistato per meno di $2K con un 1 anno di supporto. Inoltre SKC ha una serie di  API REST documentate che consentono l’integrazione e la personalizzazione di SKC nel proprio ambiente.

… Allora, cosa NON è SKC …?

E’ quello che dice sull’etichetta, una soluzione cloud entry –  ad esempio non è destinato ad essere una vera e propria soluzione cloud multi-tenant per i service provider – IBM ha altri prodotti in portafoglio affrontare questo settore – vedi la nostra offerta provider di servizi cloud ( CSP2)  o il nostro portafoglio SmartCloud .

Per darvi un esempio, mentre è possibile ad esempio creare reti virtuali in SKC, non è possibile ottenere l’isolamento sicuro di una rete tramite vShield come si fa con VMware VCD. E se cercate tutte le funzioni avanzate di IBM ISDM o VMware vCloud Director + estensioni (a pagamento) rimarrete delusi di non trovarle tutte in SKC. Inoltre bisogna anche essere consapevoli che la versione attualmente supportata è vSphere 4.1 (con supporto per v5 pianificato per l’inizio del prossimo anno).

Mi piace davvero SKC per quello che è (altrimenti non l’avrei raccontato qui) – quindi se il nucleo di ciò che vi serve è delega di provisioning delle risorse, l’espansione del controllo e gestione delle vm attraverso la richiesta di approvazione, la misurazione di base e la fatturazione e vi siete resi conto che le altre offerte sono troppo complesse, troppo costose e semplicemente troppo per quello che vi serve allora posso solo suggerire di valutare SKC (vedi QUI per i dettagli e contatti).

SKC non è affatto “la soluzione ideale per tutti” che risponde a tutti i nostri scenari di tipo cloud – si tratta semplicemente di un’altra opzione nella vostra cassetta degli attrezzi da architetto – sarà comunque necessario determinare se è adatta alle vostre esigenze…

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