La fretta

“La gatta frettolosa fece i gattini ciechi”  è un proverbio che mia madre mi ha spesso ricordato: fare le cose di fretta generalmente non porta buoni risultati.

Questa metodologia, ossia impiegare il tempo giusto per fare le cose, si contrappone totalmente al nostro vivere quotidiano: andiamo di fretta in macchina, per non perdere tempo. Mangiamo di fretta, per non perdere tempo. Lavoriamo di fretta, per non perdere tempo. Facciamo tutto PER la fretta, come se fosse una nostra alleata. E invece dovremmo fare tutto CONTRO la fretta, restituendole il suo vero ruolo, quello di nostra nemica.
Nella mia vita mi è capitato di vivere per tre anni in una piccola cittadina in Abruzzo dove tutto era più a misura d’uomo. In cinque minuti ero al lavoro, in pochi minuti mi spostavo per raggiungere i Clienti, non soffrivo di stress da traffico. Tutto questo è impossibile in una città come Roma. Per percorrere i 48 chilometri che mi separano dal lavoro, quasi tutti di autostrada, posso impiegare mediamente 1 ora e mezza. Se parto presto impiego 45 minuti. Quindi sveglia prima dell’alba e fuori di casa alle 6.15. Non sono solo, la strada è piena già a quell’ora e per fare il primo chilometro in genere impiego 10-15 minuti. La sera, idem se non peggio. Almeno 1 ora di percorrenza nei casi più fortunati. Tutti i giorni così, diventa un’abitudine andare di fretta e quindi correre. Il tempo per mangiare sembra tempo perso, sprecato. Ecco che così vince il fast food, il tramezzino in piedi al bar, la mensa dove difficilmente si scalda la sedia perchè appena ci si siede già si è quasi pronti per rialzarsi. Devo ammettere che questo non fa bene al nostro fisico, che alla lunga ne può risentire. E sul lavoro? Al lavoro più fai, più hai da fare. Servirebbero 25 o più ore al giorno perché nelle 24 ore non ci sta tutto. Lavori dalla mattina alla sera senza rifiatare… e ti ritrovi impastato nelle attività, negli obblighi, nelle procedure, nelle email e nelle telefonate. La situazione non è migliore se sei dal Cliente: perché anche i Clienti hanno fretta, hanno l’idea che se ti sollecitano sul tempo ottengono tutto prima e meglio. In realtà non è affatto così: siccome sei un professionista, hai fatto una stima dei tempi e delle necessità piuttosto precisa, con un margine di errore assolutamente tollerabile. Sai quanto tempo ci vuole per una specifica attività, mentre il Cliente pensa sempre che stai raddoppiando la stima e ti obbliga a “fare presto” perché ci sono scadenze improrogabili. Può anche essere vero, un caso su mille. Per il resto si tratta di un malcostume che è offensivo per chi lavora in maniera professionale e controproducente per il Cliente stesso, perché non otterrà un lavoro perfetto ed in linea con le aspettative: perchè per andare di fretta, qualcosa si sbaglia, qualcosa si tralascia, qualcosa si rimanda.

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