I nativi digitali

I miei bambini si sono subito impossesati del tablet, ovviamente per giocare. L’aspetto sorprendente, ma non più di tanto, è stato che senza particolari insegnamenti, tutti sono stati immediatamente capaci non solo di giocare, ma anche di interagire con l’oggetto per cambiare gioco, metterlo in pausa, cambiare la visualizzazione, ingrandire e rimpicciolire. Anche il mio papà ha mosso i suoi primi passi, prendendo man mano confidenza dopo accurate spiegazioni da parte mia. Mia nonna, invece, si è molto sorpresa nel vederci tutti fare delle gran ditate su questo vetro per far scorrere le foto che man mano facevo nei giorni di festa. Ed io? Io, che sono un dinosauro digitale, ho subito cercato la linea di comando per capire, per vedere cosa c’è sotto e come funziona. Certo, non disdegno affatto la comodità di sfogliare il giornale digitale e leggerlo tranquillamente anche in giornate ventose, ma resiste in me quel desiderio di padroneggiare lo strumento e non subirlo passivamente in toto, di capire chi, come e perchè le app richiedano permessi “esagerati” per poter essere installate, di poter essere consapevole di quali informazioni offro ed in cambio di cosa.
I miei bambini, invece, già sono nel futuro: sotto il cofano c’è qualcosa, ma basta spingere l’acceleratore e la macchina va.

2 Comments

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2 Responses to I nativi digitali

  1. vidierre

    E’ vero, anche a casa mia l’introduzione del tablet non è passata inosservata come per un nuovo PC. Mia suocera, che ha più di 80 anni ed è inorridita al solo pensiaro di toccare un mouse, lo ha usato per legere il giornale e senza chiedere istruzioni: solamente ripetendo i gesti che mi aveva visto fare.
    Questa tecnologia in sintesi si riduce a due innovazioni: le dimensioni ed una interfaccia differente. Sono convinto che queste due caratteristiche modificheranno molto il digital divide tra le varie età, ma sono incapace di attribuire a questa “rivoluzione” dei connotati esclusivamente positivi…. vedremo che accade.

    • Giusto, non ci avevo riflettuto abbastanza: le dimensioni contano! Grazie per lo spunto, ne approfitto per scrivere un altro post 🙂

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