Cambiano le abitudini

Dopo qualche settimana di utilizzo del mio tablet, ho notato una differenza nel mio tradizionale approccio alla gestione della posta elettronica. Prima, infatti, il mio metodo era di non cancellare nulla e di avere una copia della mia casella di posta (anzi, delle mie caselle di posta) salvata localmente sul mio pc. Probabilmente questa è una eredità che mi più porto dietro dal primo momento in cui ho iniziato ad utilizzare la posta elettronica. A quei tempi avevo un modem a 2400baud e il collegamento ad internet avveniva tramite un numero interurbano. Il metodo migliore era quindi di scaricare quanto più velocemente possibile la posta in locale e poi scollegarsi. Poiché i messaggi non erano tantissimi ed erano quasi sempre diretti (uno a uno, da un mittente ad un destinatario e viceversa), si creava una sorta di affetto per ciascuno di essi e non avevo mai il coraggio di cancellarli. Questo modus operandi mi ha accompagnato nei decenni successivi, anche grazie al fatto che gli spazi disco si sono evoluti oltre ogni immaginazione (il mio primo disco fisso era da 10 MB, il mio attuale portatile ha un disco fisso da 320 GB senza considerare chiavi usb e memory card). Ora però ho cominciato ad utilizzare il tablet, che ha una capacità di memorizzazione ridotta e che, per le dimensioni, impone un formato di visualizzazione più compatto. Forse proprio per questo motivo ho iniziato ad eliminare i messaggi non vitali senza pensarci sopra minuti (come invece facevo prima), liberando la vista dalla moltitudine e dalla confusione, oltre ad ad accettare il fatto di avere la cassetta di posta su internet, pronta e disponibile ad essere acceduta online da qualsiasi client. 

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