Perché l’IT management diventa sempre più importante?

Agli albori dell’era informatica tutto era sotto controllo. C’erano grandi stanze occupate da enormi macchinari, i primi elaboratori, che venivano seguiti e “coccolati” come neonati in fasce. Se qualcosa si rompeva, si accendeva sicuramente una spia, qualcuno la notava velocemente e venivano attivate le procedure del caso. Con l’evoluzione del Data Center, ossia di quella stanza che originariamente conteneva un solo elaboratore e che oggi, invece, ne può contenere migliaia, si è sempre più “diradata” la presenza umana attorno alle macchine e quindi le spie, seppur presenti, sono diventate meno importanti. Ma non per questo è diventato meno importante conoscere e controllare lo stato di salute delle macchine (e non solo di quelle).

Mentre negli ultimi anni si è sviluppata e abbastanza radicata una cultura del controllo (almeno) a livello applicativo, non si può certo affermare che la stessa si sia ugualmente propagata per il controllo della “piattaforma”, ossia dello strato hardware esteso ai virtualizzatori (se presenti) fino ad arrivare (se non coperto dal monitoraggio applicativo) al sistema operativo.

 

Certo, l’affidabilità dell’hardware è cresciuta a dismisura, così come la progettazione per l’alta affidabilità che ha ridotto al minimo l’impatto di un eventuale guasto. Ciò, però, non dovrebbe giustificare la mancanza di strumenti e procedure per il controllo di tutta l’infrastruttura IT. L’importanza di una tale gestione dovrebbe essere chiara a tutti: ad esempio, consideriamo il fattore “virtualizzazione”. Con questa tecnica si collocano molte istanze di sistemi operativi e di applicazioni nello stesso “contenitore” hardware, con un rapporto di consolidamento che, mediamente, parte da 10:1 a salire, in funzione delle risorse hardware del sistema e della complessità dei workload che vi vengono eseguiti. Se si guasta l’host fisico che ospita 10 istanze virtuali, tutte queste ne saranno impattate (con una gravità che, in base alla progettazione dell’ambiente, può variare dal fermo per pochi minuti al fermo totale). Se consideriamo lo scenario peggiore (ossia fermo totale di 10 istanze) e lo associamo,  ad esempio,  alla funzione vitale per il business che esse svolgevano (magari erano una componente vitale di una applicazione internet, quindi disponibile 7×24 by definition), possiamo immaginare che tipo di impatto ha questo scenario per un’azienda che fa soldi con quegli strumenti.

Il controllo e la gestione dell’infrastruttura IT è  uno degli aspetti meno curati, a cui normalmente i Clienti dedicano il minimo impegno (che spesso coincide con nessun impegno).

E’ un’attività che:

  • deve essere effettuata in modalità ricorrente
  • è time consuming (direttamente proporzionale alla grandezza dell’infrastruttura)
  • necessita di varie competenze

Per aiutare gli IT manager, per facilitare il loro compito di gestione e di controllo, IBM ha sviluppato uno strumento ad-hoc: IBM Systems Director.

Da pochi giorni è stata rilasciata la versione 6.3.1. Chi lo avesse incontrato in alcune sue precedenti “incarnazioni” (prima della versione 6.2)… potrebbe avere un ricordo non felice che però dovrebbe subito accantonare, magari fruendo di una dimostrazione in un ambiente reale (contattatemi pure tramite il form in fondo a questo post!).

Le novità introdotte sono molte, a cominciare dalla completa riprogettazione del software. Ora, tramite l’IBM Systems Director, l’amministratore IT può facilmente automatizzare le operazioni di controllo della propria infrastruttura e, tramite le opportune integrazioni, può aumentare il livello di affidabilità dei servizi erogati. Un esempio su tutti: IBM Systems Director è in grado di “intercettare” un allarme di tipo PFA (Predictive Failure Analysis), ossia un allarme che un componente si sta per rompere, e di innescare a fronte di questo evento lo spostamento automatico delle virtual machines presenti su quel sistema su di un altro prima che si rompa. Questa operazione azzera i tempi di fermo con evidenti ripercussioni (positive) sugli SLA dei servizi.

PFA - Comparazione funzionalità PFA tra i maggiori produttori

Avremo modo di approfondire alcune delle funzionalità rilevanti nei prossimi post sull’argomento.

 

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