Sliding doors

Provo a fermarmi un attimo e a guardare indietro. Non è una perdita di tempo, è un investimento per il futuro. Torno indietro fino a quel momento importante, il dubbio di fronte al bivio: uno cerca di mettere sul piatto della bilancia pro e contro, ma trattandosi di cose nel futuro, chi è in grado di valutarle pienamente? In quel momento lì, quello più importante, fai una scelta: alle volte guidato dalla ragione, ma personalmente sono più spesso guidato dall’istinto. Sento che una strada è migliore di un altra, non tanto in termini assoluti ed oggettivi, quanto più per una “sensazione”, per un feeling che mi ispira, eppoi ci sono quei pro molto più dei contro… Fortunatamente finora ho sempre preso la strada giusta. Come faccio a dirlo? E’ semplice. Mi fermo e guardo indietro. E provo ad immaginare come sarebbe stata la mia vita con l’altra scelta. Un po’ tipo “Sliding doors”, quel film in cui Gwyneth Paltrow si trova in una stazione della metropolitana di fronte ad un treno che sta per partire: il film si divide in due tronconi, in uno la protagonista sale sul treno, nell’altro invece rimane a terra. Ripercorrendo l’ipotetica altra scelta, mi trovo spesso a valutare che la “mia” scelta è stata quella più corretta, la migliore per me… Talvolta faccio questo esercizio anche se la scelta non l’ho fatta io, ma è stata fatta per me senza che io potessi intervenire… così, giusto per capire meglio e valutare più obiettivamente ciò che ho, ciò che ho ottenuto e anche quello che non ho ottenuto. Non è un metodo scientifico, ovviamente, ma mi aiuta a stare meglio e, soprattutto, a non vivere di rimpianti.

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