L’amarognolo in bocca

Ci sono rimasto male, è inutile negarlo. Non l’ho neanche potuta vedere la finale. Ero ad un battesimo e non c’era la TV. Quando sono arrivato a casa il cronometro della partita segnava già il 20° del secondo tempo ed il tabellone recitava impietosamente che la Spagna era avanti di due gol. Inoltre gli italiani erano rimasti in dieci per l’infortunio di Thiago Motta che era stato poco prima il terzo sostituto degli azzurri. Vabbè, non c’è stata storia contro la squadra più forte d’Europa e, al momento, campione del mondo in carica. Sarebbe potuta andare diversamente, il giorno dopo i 50 milioni di commissari tecnici che abitano il nostro bel Paese hanno tutti una ricetta migliore di quella messa in pista la sera prima dall’allenatore ufficiale.Questa è la parte amara. Però voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, sono contento comunque che l’Italia sia arrivata, meritatamente,  in finale. Due anni fa al Mondiale abbiamo subito batoste peggiori e la squadra era inesistente. Quest’anno c’è stata la squadra, che poi ha perso la finale, ma che unita è riuscita a ricollocarsi di diritto tra le squadre più quotate.

Il percorso è tracciato, ora basta seguirlo attentamente per ottenere risultati migliori nelle prossime competizioni.

 

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