Quando il commesso sottoscrive il suo futuro licenziamento

Stamattina sono capitato per caso in un negozio di una catena di elettronica. Da tempo devo comprare un auricolare per il mio telefono e pensavo finalmente di riuscire nell’impresa. Sono entrato e mi sono diretto là dove i cartelli indicavano gli accessori per telefonia. Giunto sotto il cartello mi sono accorto che in realtà l’indicazione era sbagliata, lì c’erano dei videogames, gli accessori erano qualche scaffale più in là. Poco male, non erano distanti. Ho quindi individuato il cartello “Auricolari” e mi ci sono diretto. Altra sorpresa, non c’erano gli auricolari ma le custodie per l’iPhone. Vabbè (ma in fondo, mica tanto: che diavolo ce li mettete a fare i cartelli? E perché se spostate la merce non spostate coerentemente i cartelli?), cerco e alla fine individuo lo scaffale corretto. Cerco un modello che sia compatibile con il mio cellulare e non lo trovo. Ci sono alcuni auricolari originali che dietro riportano le sigle dei modelli per i quali sono compatibili. Faccio una rapida considerazione: visto che di modelli nuovi ne escono praticamente uno a settimana, quella lista stampata lì chissà da quanto tempo potrebbe essere parziale, incompleta, fuorviante. Mi rivolgo allora al commesso del reparto telefonini. Gli chiedo se ha un auricolare compatibile con il mio telefono (e glielo faccio vedere) e se può verificare che quelli che avevo individuato sono compatibili. Mi guarda con aria insofferente e totalmente svogliata, si avvicina con una celerità propria di un bradipo addormentato, arriva in prossimità e mi dice: “Boh, non so, prova a tornare oggi pomeriggio che proviamo a controllare!”.

Bene, aspettami che torno sicuro! Col piffero! Il mio auricolare me lo cerco sul web, e probabilmente lo comprerò da lì. Te, mio caro commesso, con la tua indolenza e la tua svogliatezza hai dato un’accelerata ulteriore alla tua futura disoccupazione. La cultura del Cliente in questi posti è totalmente svanita. Hanno soppiantato il piccolo negozio sotto casa, dove sia il padrone che il commesso cercavano di darti le migliori attenzioni possibili in modo che trovassi confortevole e conveniente quell’esercizio commerciale e che tu tornassi da loro soddisfatto e predisposto a nuovi acquisti. Ora, con la grande distribuzione, questo “Customer Care” è sempre più svanito. Ma è molto più presente nei venditori WEB, che sanno che se non ti trattano bene tu facilmente trovi un’alternativa. Te, mio caro commesso, non hai capito che se lavori così tra poco non l’avrai più un lavoro. Non hai  ancora capito che quando ti ritroverai con il punto vendita chiuso, sarà anche per “merito” tuo perché invece di impegnarti a rivendicare diritti prima di pensare al dovere avresti dovuto fare bene il tuo lavoro tentando di mantenerlo quanto più a lungo possibile.

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One Response to Quando il commesso sottoscrive il suo futuro licenziamento

  1. E come lui tanti altri continuano ad avere un approccio totalmente apatico, svogliato e molto spesso disturbato se non stizzito. Esempi pratici? Autogrill (la palma spetta a loro) Supermercati e quasi tutte le “catene” nazionali ed internazionali. Ed è un mix tra l’azienda ed il “posto”; provate ad andare in un negozio di tecnologia/elettronica americano …e vi chiederete, ma se la catena è la stessa, la differenza chi la fa? ….il cliente!!

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