Sicurezza contro

Mercoledì 21 2012 – Colli Aniene

Si aprono le porte dell’ascensore al sesto piano ed escono in un colpo solo: un passeggino modello “stanchezza d’inverno”, tre zaini, tre ragazzini ed una madre con il tic alla palpebra.
Controllare tre ragazzini, che per semplicità chiameremo: il Mente (10 anni), il Braccio (5 anni) ed il Terrorista (2 anni); è una sottile e logorante guerra psicologica e fisica. La psicologia è fondamentale, visto che sul piano fisico i Gremlins hanno un’energia che senza ricariche, alimenterebbe uno smartphone per anni, con bluetooth, wireless e UMTS accesi.
È la psicologia che sul’onda dello stress nervoso ti porta ad alcune concessioni, apparentemente innocue, tipo “E va bene, apri tu la porta”. Innocue? C’è ancora qualcosa di veramente innocuo?

Mercoledì 21 2012 – Torrino

Quando la strada che fai in macchina tutti i giorni, senza mai arrivare ad ingranare la quarta, si manifesta inspiegabilmente libera, qualcosa sta per accadere. Rientrando dal lavoro, ho provato a mettere la sesta, da fermo, giusto per capire se esiste davvero. Subito dopo, trovando la strada incredibilmente libera, ho pensato che l’aver provato la sesta doveva aver anticipato la procedura di auto-distruzione dei Maya. Invece era il destino che avendo preparato una sorpresa, mi voleva a casa presto. Infatti:
– per il fenomeno dell’entanglement della fisica quantistica, mi parte un tic alla palpebra in sincrono con quello di mia moglie
– squilla il cellulare e la suoneria sembra inesplicabilmente un tributo ad Hitchcock

Antefatto

L’idea dei ladri che possano entrare in casa genera una rabbia tale da rischiare l’autocombustione. Al di là del fatto che possa esserci poco da rubare, il valore delle cose è quasi sempre soggettivo.
Un anno e mezzo fa, in seguito ad alcuni furti nel complesso dove abito, decidiamo di cambiare le serrature e su consiglio, prendiamo una serratura “intelligente” capace di interpretare i tentativi di effrazione e portarsi in configurazione inespugnabile. Il fatto che un perno potesse calare come un’affilata ghigliottina, bloccando l’ingresso anche con il cilindro della serratura rimosso, ci sembrò un’ottima idea.

Mercoledì 21 2012 – Colli Aniene

Una porta intelligente, può essere?
In fin dei conti, cos’è l’intelligenza? Troppo difficile rispondere, però si può dire sintetizzando che è la capacita’ di interpretare una situazione ed agire di conseguenza, magari imparando dagli errori. L’intelligenza non è da tutti e perfino l’uomo che ne sembra dotato (non in modo uniforme su tutta la popolazione) ne fa un uso a volte discontinuo o discutibile.
Una cosa è certa, quel c%#$zo di perno di sicurezza della porta funziona alla grande. Perché dopo che la porta, esprimendo la sua discutibile forma di intelligenza, ha riconosciuto come effrazione il tentativo del Braccio (che ha 5 anni) di aprire con la chiave giusta, la nostra casa è diventata Fort Knox.

Due fabbri hanno lavorato 4 ore per cercare di far ragionare la porta. Tuttavia la porta esplica la propria intelligenza solo finché non “decide” di passare in modalità “andate tutti al diavolo perché non cedo”. Da quel momento entrare è come cercare di scappare volendo passare per un water, il buco c’è ma la possibilità di attraversarlo è una folle illusione.
Dopo una notte di pausa (che abbiamo passato accampati altrove, certi che solo esseri monocellulari sarebbero potuti entrare in casa), la mattina dopo il fabbro ha deciso che dialogare non aveva più senso.

Rimettendo la porta a posto e sapendo che il Braccio (che ha solo 5 anni!!) tenterà nuove effrazioni, abbiamo deciso per serrature solide ma “ignoranti”.
La sofisticazione ha più di un prezzo, ma a volte non li paghi subito tutti.

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