L’occasione sprecata

Il GP della Malesia, secondo appuntamento del campionato, si presentava con i migliori auspici: Massa secondo, Alonso terzo dietro un Vettel imprendibile nelle giro singolo. Il temporale che imperversa fino alla partenza fa decidere per una gara bagnata. Pronti, via e dopo la prima curva Alonso è dietro Vettel cercando di superarlo… forse nella foga della partenza, forse per un colpetto di freni in più da parte di Vettel, il pilota ferrarista tampona la Red Bull riportando la rottura dell’ala anteriore. Grosso guaio, che il bravo pilota asturiano cerca in tutti i modi di minimizzare guidando come uno spericolato e mantenendo la seconda posizione… fino all’entrata dei box, dove inaspettatamente non entra decidendo di proseguire. Sul rettilineo viene passato da Webber e contemporaneamente l’ala anteriore si rompe definitivamente e si infila sotto la macchina, impedendo qualsiasi manovra di sterzata e rallentamento. Gara finita al primo giro. Nei successivi dieci giri succede un po’ di tutto, con la pioggia che man mano rallenta e con sorpassi e controsorpassi, stop ai box e cambio di gomme slik. Un altro fatto saliente della giornata avviene proprio ai box: Hamilton rientra e imbocca il box della McLaren… gli increduli meccanici gli fanno cenno di scansarsi e lui, rinsavito, prosegue e arriva fino a quello della Mercedes. Sempre ai box, più tardi, è la volta della Force India che non ne azzecca una… problemi con le ruote sia per Sutil che per Di Resta. Anche la McLaren ci mette del suo, Button era in bagarre per le prime posizioni ma gli fanno segno di ripartire prima che la ruota anteriore destra sia fissata. Rischio per un meccanico della scuderia successiva e stop immediato poche decine di metri più avanti. Infine incidente tra Vergne e Pic mentre uno lasciava la piazzola di sosta e l’altro rientrava: classico cozzo da precedenza non rispettata.

E l’altro ferrarista? Stavolta gara anonima di Massa, che si risveglia verso la fine ed acciuffa per il rotto della cuffia un quinto posto striminzito.

Insomma, un’occasione sprecata per far vedere il vero valore delle Ferrari in corsa.

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