Singolare o plurale?

Ieri stavo aiutando mio figlio a studiare il concetto di singolare e plurale. Mentre lui si esercitava dopo la spiegazione, la mia mente ha vagato verso una riflessione che voglio condividere. Nel mio lavoro quotidiano sono spesso portato a progettare grandi sistemi ottimizzati per far eseguire più istanze software contemporaneamente nel regno della virtualizzazione, dove la linea guida principale è: “tante più risorse metto a fattor comune, tanto meglio riuscirò ad ottimizzare”. Questo perché le esigenze delle aziende sono molteplici e non sempre ben delineate, quindi la flessibilità e la dinamicità nelle allocazioni delle risorse giocano un ruolo fondamentale per far funzionare le infrastrutture con molteplici finalità. L’efficienza si raggiunge quindi con una progettazione che tiene conto del plurale. A casa, invece, ho scelto la strada opposta. Il singolo ha generalmente poche esigenze specifiche, obiettivi mirati e ridotte risorse economiche. Quindi un sistema “single-use” assume un ruolo rilevante se riesce ad unire una risposta quanto più completa possibile all’esigenza unita a costi sostenibili (sia costi diretti, acquisto, implementazione,etc,  sia quelli indiretti, manutenzione, costi energetici, etc). Il Raspberry PI secondo me risponde in pieno a questo modello. Prendiamo come esempio l’esigenza di un Media Center. Oramai, con il diffondersi dei contenuti multimediali digitali, diventa sempre più facile fruire di tali contenuti anche via rete. Se non si intende seguire passo passo l’evoluzione delle TV e non si è nemmeno hacker provetti capaci di modificare il firmware delle televisioni per farle funzionare secondo i nostri desideri, allora la scelta di implementare un Media Center può essere una soluzione al problema di avere a portata di mano i propri contenuti multimediali, resi facilmente accessibili da una interfaccia a prova di dummy user, fruibili direttamente sul nostro splendido TV a casa. Possiamo utilizzare il Raspberry PI per questo scopo: c’è un’immagine di sistema già ottimizzata per questa finalità che esegue XBMC, uno dei più noti software per Media Center. Questa immagine (RaspBMC) si ottiene gratuitamente dal sito http://www.raspbmc.com/. Il nostro unico compito sarà quello di installarla sulla scheda SD del Raspberry (ci sono due modalità, una totalmente automatica ed una manuale) . Al termine dell’installazione sarà sufficiente accendere il Raspberry PI collegato al televisore e avremo il nostro Media Center pronto per l’uso. I costi diretti sono minimi (Raspberry PI + case + alimentatore = circa 50 euro) e quelli indiretti ancora più bassi (installazione in 10 minuti, consumo 5W). L’efficienza in questo caso si raggiunge con una progettazione che mantiene bassi i costi e soddisfa in pieno (qualora non ecceda) le esigenze del singolo.

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