I miei (piccoli) Big Data

Ho preso spunto da un fatto che mi è accaduto personalmente per cercare di sperimentare un minimo di analisi e rappresentazione di una discreta quantità di dati.

Il fatto è il seguente: sin dai primi mesi dell’anno è in corso un attacco informatico di tipo brute-force a tutti i siti realizzati con WordPress per tentare di carpire la password di amministratore. Per limitare e contrastare questo tipo di attacco ho messo in atto una serie di contromisure, tra cui l’installazione di un plugin che rende difficile (se non impossibile) per un sistema automatico eseguire il tentativo di login con prospettive di successo. Questo plugin mi avvisa tramite email, oltre che scrivere il record in un log, per ogni tentativo fraudolento non andato a buon fine. Dal momento che l’ho attivato ho sottoposto la mia casella di posta ad un super-lavoro. Non immaginavo certo che un sito microscopico e sconosciuto come il mio fosse oggetto di tante “attenzioni”.

Ho iniziato quindi a pensare che potevo visualizzare su una mappa di Google i vari punti del mondo da dove partivano gli attacchi. Non sono un programmatore sopraffino, quindi ho iniziato a cercare qualcuno che avesse realizzato un qualcosa di simile per capire e studiare la realizzazione. Mi sono imbattuto nel progetto Rastrack (http://rastrack.co.uk/) e ho contattato l’autore che mi ha dato delle utili indicazioni su quali API di Google Maps utilizzare.
Per pigrizia non mi ero ancora messo all’opera quando l’altro giorno, tra un tweet ed un altro, mi sono imbattuto in un articolo di “Che Futuro” che trattava di strumenti utili per l’analisi e la visualizzazione dei dati. Colto da una irrefenabile curiosità, mi sono addentrato nei meandri e ho scoperto che esiste Fusion Table,  un add-on di Google Drive che faceva proprio al caso mio.

Caricando il file degli attacchi (in un successivo articolo spiegherò come l’ho realizzato sul mio Raspberry PI) ho ottenuto questo risultato:

Dopo questa prima “fatica”, mi sono accorto che potrebbe essere utile avere una sorta di “classifica” degli attacchi, classifica realizzabile secondo vari parametri. Ad esempio, una mia personale curiosità riguarda la collocazione geografica degli attacchi. Detto fatto, con lo strumento ho realizzato con un paio di click questo grafico.

Anche sapere quale è il giorno preferito per gli attacchi non è male….

Beh, niente di che ma più che sufficienti per la mia curiosità! Mi riprometto di industrializzare l’estrazione e la normalizzazione dei dati per poter offrire una mappa sempre aggiornata.

 

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Filed under Raspberry PI, Spunti di riflessione

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