Category Archives: Spunti di riflessione

Come installare e configurare Telegram

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Ho già espresso in precedenti occasioni (ad esempio, qui) la mia personale ammirazione per Telegram, un programma per scambiarsi messaggi di testo e file di qualsiasi tipologia.

Oggi vorrei brevemente raccontare come si installa e come muovere i primi passi in questo fantastico software.

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Perché uso Telegram invece di Uotszapp

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Ebbene si, io preferisco Telegram. Chi non sa cosa sia può farsi una rapida idea sul sito  https://telegram.org/. In poche parole si tratta di uno strumento per messaggistica… ma non solo.

I motivi per cui lo preferisco? Eccone alcuni:

    1. E’ più sicuro di Uotszapp. Non c’è, al momento, nessun attacco riuscito alla piattaforma Telegram, mentre sull’altra…. (cfr., per esempio, http://bit.ly/1MguFOf e http://bit.ly/1MQUANd). → W la sicurezza!!
    2. E’ multi-dispositivo. Posso installare ed utilizzare contemporaneamente Telegram sul mio smartphone, sui miei PC, sul mio tablet. Indistintamente e contemporaneamente posso avere conversazioni passando dall’uno all’altro dispositivo (utile, ad esempio, quando si scarica la batteria dello smartphone). → W la comodità!!
    3. Posso inviare file (foto, documenti, musica, video, qualsiasi file fino a 1,5 GB direttamente al mio/ai miei destinatari(o). → W l’efficienza!!
    4. E’ più veloce di Uotszapp. Vi invito a scrivere una chat sul PC ed osservare la stessa chat sullo smartphone: quando premete INVIO sul PC per mandare il messaggio istantantaneamente appare anche sullo smartphone (questo grazie al protocollo super-efficiente che è stato inventato proprio per Telegram). Allo stesso modo viene consegnato al destinatario! → W la velocità!!
    5. Telegram ha i canali, (cfr. http://tchannels.me/ )che sono una specie di gruppi ai quali ci si può iscrivere (se pubblici) ma solo in lettura, eliminando quindi l’effetto “puttanaio” delle conversazioni incrociate/multiple. E, ovviamente, chiunque può crearsi i suoi canali!!! W la chiarezza!!
    6. Il client Telegram è OpenSource… e non devo aggiungere altro! → W l’apertura!!
    7. Telegram ha le conversazioni segrete con autodistruzione (sono sempre stato patito per “Mission: impossible!”). Sono conversazioni cifrate tra 2 dispositivi mobili che non passano per nessun server e che possono avere un timer di autodistruzione… → W la privacy!!
    8. Telegram è programmabile! Chiunque può interagire con Telegram tramite le API e tramite i BOT, che sono degli account speciali con dietro un programma che interagisce con i nostri comandi (cfr. https://storebot.me/ ) → W l’interoperabilità!!
    9. Telegram è gratuito. Gli sviluppatori hanno sempre dichiarato che non intendono far soldi con questa applicazione e che quindi rimarrà gratuita per sempre e non contiene pubblicità. → W il risparmio!!

 

 

Mia figlia aggiungerebbe anche un decimo motivo, che riguarda gli stickers (cfr. http://telegramstickers.altervista.org/ ), una serie di emoji evoluta personalizzabile e realizzabile da chiunque.

L’obiezione che mi viene sempre mossa quando ne parlo è la seguente: “Ma chi lo usa? Quanti ce l’hanno?”. La risposta è: “Al momento meno persone di Uotszapp, ma poiché non costa nulla, cosa ti impedisce di installartelo ed iniziare ad usarlo in parallelo all’altro?”.

In genere, chi ha il tempo e la buona volontà di studiare e approfondire la questione, subito dopo diventa “promoter” di Telegram e invita i suoi contatti all’utilizzo.

Se invece non avete voglia di provare qualcosa di nuovo e vi sta bene seguire la moda… no problem, mica vi devo convincere!!

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Un server in cloud per la vita: una buona idea?

Qualche giorno fa mio cugino, che ringrazio sempre per gli ottimi spunti, mi chiedeva lumi su come configurare un server VPS (Virtual Private Server, una sigla che indica generalmente un server in cloud) che aveva appena acquistato per la vita.

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Se voglio io…

“Se pagate come dico io, lavoro come dite voi. Se pagate come dite voi, lavoro come dico io”

(Cartello affisso in un negozio di un artigiano)

Se voglio io, indosso la polo con la pubblicità della mia azienda. Mi sembra più opportuno fare pubblicità all’azienda che mi fa lavorare piuttosto che farla alla Nike o all’Adidas alle quali pago molti soldi e che mi sfruttano per portare in giro il loro marchio. Obiettivo=+ lavora lei, + lavoro io. Se qualcuno mi impone di indossare la polo con il marchio per fare pubblicità, allora la questione non mi piace.

Se voglio io, partecipo attivamente alle comunità che mi interessano. Ho sempre pensato e sostenuto che la vitalità delle comunità scaturisce e si alimenta dagli interessi condivisi dei partecipanti. Se qualcuno mi obbliga a partecipare ad una comunità perché è un comandamento irrinunciabile, allora la questione non mi piace.

Se voglio io, pubblico tweet e condivisioni che riguardano il mio lavoro. Mi sembra opportuno promuovere prodotti e valori in cui credo. Se qualcuno mi impone di usare i miei profili personali per condividere sui social quello che mi indica lui, allora la questione non mi piace.

Se voglio io, uso gli strumenti social come dico io. Se mi viene imposto, allora la questione non mi piace.

 

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[The password saga] Il doppio passo

Qualche giorno fa è stata pubblicata la classifica delle password più scadenti dello scorso anno 2014 (cfr. http://bit.ly/badpassword2014)

Per ovviare a questa evidente debolezza umana, molti servizi online hanno iniziato ad offrire la possibilità di attivare l’autenticazione a due passaggi.

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